Home blogautoproduzione Un corso sull'orto? ci andiamo con ziaTati!

Un corso sull'orto? ci andiamo con ziaTati!

da ecoandeco


Dei nostri esperimenti casalinghi di orto vi parliamo da un po’. In particolare, ogni tanto Tatiana, che un pezzetto di terra dietro casa ce l’ha, ci racconta le sue esperienze con l’orto a terra. Il mio orto sul balcone mini, invece, è in pausa per l’inverno.
In tutto questo, quando izn (che ho citato più volte per la pasta madre) ci ha proposto in questo post di partecipare all’incontro sui GCS (Gruppi di Coltivazione Solidale) organizzato da Gian Carlo… abbiamo iniziato a pensarci su.

E così sabato scorso siamo partiti in direzione Sacrofano per seguire due interessantissime ore di corso per coltivare l’orto biologico. Anzi, no, più che biologico. Gian Carlo non ha specificato di seguire un metodo particolare, ma i principi che ha elencato sono sicuramente molto vicini alla permacultura.

Due ore di lezione intense, mentre i tanti bimbi scorrazzavano per la parte di orto non coltivata, giocavano coi cani, osservavano insalate e cavoli.

Due ore in cui tutto quello che pensavamo fosse necessario per il nostro orto si è dimostrato inutile se non dannoso. Compostare, arare, zappare, spruzzare preparati naturali, seminare al coperto… L’orto coltivato con questo metodo richiede sicuramente un diverso approccio, e credo che a me non basteranno le due ore di corso, ma d’altra parte Gian Carlo stesso ci ha detto che è necessario provare questo metodo sperimentando di persona.

Il progetto di Gian Carlo va poi oltre la semplice lezione: nell’incontro ci ha raccontato infatti anche di come vorrebbe creare un GCS (Gruppo di Coltivazione Solidale) per coltivare insieme il terreno e dividere i frutti. In questo modo, se una decina di famiglie condividono un pezzo di terra, possono dividere la mole di lavoro (che con questo metodo è molto minore rispetto alla agricoltura tradizionale) e con questa anche i frutti della terra. Una bella evoluzione dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) che sarebbe molto interessante mettere in piedi. Certo, nel suo caso la vedo un po’ più semplice: partire da un terreno avviato e con una persona di riferimento che tira le fila sul metodo di coltivazione è sicuramente più facile che trovare un terreno e dividerne la coltivazione sperimentando al tempo stesso un nuovo metodo, sconosciuto a tutti…

Tre grossi dubbi, infine, ci hanno attanagliato sulla strada del ritorno.
Il primo: la superficie. Quanto deve essere grande un orto per essere coltivato interamente così e sfamare una famiglia? Cosa possiamo fare noi col nostro orto-mini?
Il secondo: il tempo. Quanto tempo si impiega ad ottenere un buon humus, avviando così l’orto?
Il terzo: sempre il tempo. Se non riesco a costituire un Gruppo di Coltivazione Solidale, riuscirà il nostro orto coltivato in permacultura a sopravvivere anche con pochissime ore di lavoro ogni settimana?
Qualche testo interessante sull’argomento:
Introduzione alla permacultura
Il mio orto biologico
Il campo in conca, l’arte dell’orto

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1 commento

Ritorno all'orto... | eco and eco - living eco 20 Aprile 2011 - 23:10

[…] come abbiamo imparato a Sacrofano qualche mese fa, non si butta via niente e queste erbe andranno a fare da nutrimento alla terra. […]

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